La Via Francigena è molto più di un antico tracciato: è un’infrastruttura culturale sottile e resistente che da secoli unisce territori, culture e persone.
Nel 1994 il Consiglio d’Europa ne ha riconosciuto il valore simbolico e culturale, designandola “Itinerario Culturale Europeo”. Dieci anni dopo, questo riconoscimento è stato rafforzato con il titolo di “Grande Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa”.
Da Canterbury a Roma – attraversando Inghilterra, Francia, Svizzera e Italia – la Via Francigena racconta storie di pellegrini, viaggiatori, comunità e paesaggi.
Oggi, quel cammino continua: non solo come percorso fisico, ma come spazio vivo di dialogo, coesione e sviluppo.
Dal 2015 è in corso un processo volto a ottenere il riconoscimento UNESCO per il tratto italiano della Via Francigena. Un passaggio fondamentale si è avuto nel 2019 con l’inserimento del progetto nella Lista propositiva nazionale italiana.
L’obiettivo è finalizzare la candidatura entro il 2029, in modo da consentire, a partire dal 2030, l’eventuale adesione degli altri Paesi europei attraversati dall’itinerario.
Per accompagnare questo percorso, il Ministero della Cultura ha stanziato una quota significativa del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), attraverso il Piano di Sviluppo e Coesione Cultura. La Regione Toscana è capofila, affiancata da sei Regioni, da enti locali e da partner tecnico-scientifici come l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) e la Fondazione Sistema Toscana (FST).
La scelta di utilizzare il Fondo FSC non è casuale: sostiene progetti ad alta capacità trasformativa, con impatto multilivello. Il principio guida è chiaro: attivare valore dove le sole risorse ordinarie non bastano. La Via Francigena, con il suo patrimonio diffuso fatto di tracciati, beni, paesaggi, memorie e comunità, è perfettamente coerente con questa visione.
Il contributo di ACTA: visione, metodo e strumenti
ACTA – Sensi Contemporanei Impresa Sociale è al fianco della Regione Toscana in tutte le fasi del processo. Il nostro contributo nasce da un’esperienza ventennale in progetti complessi di valorizzazione culturale, sempre al confine tra politiche pubbliche, territorio e comunità.
Il nostro intervento si fonda su tre livelli:
- Politiche
Ci muoviamo in coerenza delle strategie UNESCO, del quadro FSC e delle missioni pubbliche delle istituzioni coinvolte, in coerenza con le priorità nazionali e regionali. - Processi
Sosteniamo la costruzione di relazioni solide e modelli di cooperazione tra amministrazioni; accompagniamo la definizione condivisa di strumenti di governance; favoriamo il coinvolgimento attivo degli attori locali. - Progetti
Mettiamo in campo strumenti tecnici e organizzativi per trasformare la visione in azioni concrete, capaci di generare valore, attrarre risorse e rafforzare il legame tra patrimonio e comunità.
Le attività affidate ad ACTA includono:
- analisi del quadro normativo e amministrativo della candidatura;
- definizione di criteri e metodi condivisi per assicurare coerenza e qualità al processo;
- progettazione della governance multilivello tra Stato, Regioni, enti locali e stakeholder;
- co-progettazione di azioni con Regione Toscana, AEVF, FST e le altre Regioni coinvolte;
- elaborazione di strumenti per coordinare, monitorare e valutare il processo;
- partecipazione al Comitato di Pilotaggio come sede di dialogo operativo tra i partner;
- monitoraggio finanziario, fisico e procedurale e supporto alla rendicontazione;
- promozione dell’uso strategico dei dati a supporto della pianificazione;
- produzione di materiali informativi e documentazione per la trasparenza e la comunicazione;
- verifica e mappatura degli investimenti pubblici lungo il tracciato italiano della Francigena.
La Francigena come infrastruttura culturale europea
Lavorare alla candidatura UNESCO della Via Francigena significa molto più che redigere un dossier: vuol dire disegnare un futuro condiviso, costruito sulle relazioni tra territori, persone e istituzioni.
In questo percorso, ACTA agisce come ponte tra strategia e operatività, facilitando il dialogo tra soggetti diversi e mettendo a disposizione competenze, metodo e visione. La nostra esperienza ci ha insegnato che la coesione nasce da ascolto, adattabilità e precisione operativa.
La riflessione che accompagna e ispira il lavoro di ACTA sulla Via Francigena si radica lontano, nel Libro bianco del 1993, dove Jacques Delors – allora presidente della Commissione Europea – immaginava un’Unione forte grazie alle sue grandi infrastrutture materiali: trasporti, reti, connessioni. Quelle infrastrutture sono oggi realtà. Ma proprio grazie a esse, possiamo ora costruire qualcosa di altrettanto strategico: le infrastrutture culturali.
La Via Francigena ne è un esempio pionieristico. Non un singolo sito, ma un tessuto vivo di beni, paesaggi, memorie e pratiche che attraversano territori e uniscono comunità. Un’architettura culturale distribuita, che può generare valore sociale, economico e ambientale ed inclusione.
È da questa visione che nasce l’impegno di ACTA nel seguire questo progetto: valorizzare il patrimonio culturale storico come fondamento di un’infrastruttura culturale moderna, sostenuta da investimenti addizionali e coerente con i principi di sussidiarietà.
Una trilogia – patrimonio, infrastruttura, investimento – che per noi rappresenta non solo un metodo, ma un orizzonte europeo di coesione e sviluppo sostenibile.