BIOARTLAB: Quando il micelio insegna a ripensare il mondo
La Rete della Vita è l’immagine che illumina il nostro secolo, guidando progressi scientifici, filosofici e operativi. È il filo conduttore che attraversa la nostra cultura, alimentando innovazioni in ogni campo, e ci ricorda quanto tutto sia profondamente interconnesso.
E c’è un protagonista quasi invisibile che incarna alla perfezione questa visione: il micelio. Con la sua struttura intricata, e spesso invisibile, ci offre un’immagine della complessità, del mistero e del fascino di questa rete vitale che avvolge il nostro pianeta.
Eppure, del mondo fungino sappiamo ancora poco: è il terzo grande regno dell’ecosistema vivente, accanto a quello animale e vegetale, e rappresenta circa il 2% della biomassa totale — a confronto, l’essere umano ne costituisce appena lo 0,01%.
Questa incredibile rete sotterranea è stata battezzata “Wood Wide Web”, la rete dei boschi, in analogia con il mondo digitale che connette gli esseri umani.
In un immaginario gemellaggio, il micelio sotto i nostri piedi e Internet sopra le nostre teste costituiscono le reti della conoscenza. Sta a noi imparare a farli dialogare, esplorando applicazioni che possano rendere il “mondo di mezzo”, quello umano, più consapevole e generativo.
BIOARTLAB è un progetto che sperimenta la crescita del micelio utilizzando scarti provenienti dalle attività economiche locali. L’obiettivo è sviluppare nuovi biomateriali, produrre cibo di qualità e alimentare la consapevolezza su quanto sia urgente un rapporto più intelligente e meno “estrattivo” con la natura.
Avviato nel giugno 2023, BIOARTLAB è una iniziativa di “citizen science”, che affronta sfide rilevanti coinvolgendo attivamente studenti, aziende, professionisti, cittadini e istituzioni. Il suo approccio alla transizione ecologica va oltre la semplice riduzione dell’impronta di carbonio: punta a farlo con un metodo “open source”. Un metodo che permette al progetto di crescere in modo organico, quasi “miceliare”, nutrendosi delle relazioni che instaura, dei significati che coltiva e della reciproca utilità tra tutti i partecipanti.
Dietro a BIOARTLAB c’è una solida rete scientifica, che ha il suo fulcro nell’Università di Torino (Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi e Micoteca) e si estende a prestigiose realtà come il CNR STIIMA (Sistemi e Tecnologie Industriali Intelligenti per il Manifatturiero Avanzato) di Biella, l’Università di Milano (con il Centro per la Complessità e i Biosistemi) e Pointex (il Polo regionale sull’innovazione tessile). A dare un contributo fondamentale sono anche docenti e studenti dell’Università del Piemonte Orientale e del Politecnico di Milano (Dipartimenti di Design e Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito).
Utilizzare scarti agricoli, alimentari o tessili è la chiave di volta dell’economia circolare di Bioartlab. Ecco perché:
- È fondamentale per la sostenibilità: invece di buttare, diamo nuova vita a materiali che conservano proprietà preziose, trasformandoli in cibo, biomateriali e persino “servizi” ecologici, come lo stoccaggio a lungo termine di carbonio.
- È vantaggioso per le imprese: riducono i costi e l’impatto ambientale della loro produzione.
- È utile per BioArtLab: questi scarti diventano materie prime a costo quasi zero, input di nuovi processi.
BioArtLab occupa una location simbolica: un ex opificio dismesso in Valdilana (Biella), un tempo fulcro della rivoluzione tessile, poi svuotato dalla globalizzazione. Questi “giganti addormentati” chiedono a gran voce un nuovo scopo. Qui nasce Valdilana Hub, un’iniziativa di artigiani e professionisti con l’ambizione di creare un centro culturale e di coesione per il territorio. L’insediamento di BioArtLab è il primo passo di questa rinascita.
2023 Il laboratorio prende vita, si avviano le prime colture e si sperimentano tecniche a basso consumo energetico. Non mancano gli incontri con le aziende locali per raccogliere scarti e il primo tutoraggio per un laureando del Politecnico, oltre al supporto strategico per Valdilana Hub.
2024 Un anno ricco di eventi! Workshop intensivi (“Myco Meets” e “Myco Day”) con esperti, laboratori di biofabbricazione per studenti delle scuole medie e superiori, e la mostra “Microrganismi Straordinari” dell’Università di Torino. Si susseguono incontri divulgativi (“BIO-Narratives”), tutoraggi per studenti universitari e tirocini PCTO per cinque studenti delle superiori. Il team affina le tecniche di crescita del micelio, migliora le attrezzature e amplia la rete di collaborazioni con le imprese. Il progetto si candida a importanti programmi come New European Bauhaus e Agrifood24 e si fa conoscere in rassegne e feste a tema orticoltura e giardinaggio, con test di prodotto e sessioni di Climate Fresk per adulti e studenti.
2025 Si potenziano le infrastrutture con nuove celle di crescita e fruttificazione e si avvia la sperimentazione del processo di fruttificazione. L’estate vedrà la “Summerschool Growing Objects” sulla biofabbricazione. Nuove candidature a programmi come Green Assist, Cnext Ivrea e MICA – Progetto di ricerca e internazionalizzazione. E ancora: “LOG IN MYCELIUM”, un laboratorio per costruire una fungaia all’aperto, laboratori di osservazione delle qualità dei terreni esausti con aggiunta di micelio, e sessioni di biofabbricazione e fruttificazione per le scuole. Non mancheranno le attività con le scuole e i test di prodotto in occasione di Rassegne e Feste di orticoltura e giardinaggio, con le immancabili sessioni di Climate Fresk, estese anche alle guide del museo olivettiano Tecnologic@mente a Ivrea.
Le prospettive a medio termine di BioArtLab sono: trasformare le attività più promettenti in iniziative imprenditoriali sostenibili, senza mai abbandonare l’anima di ricerca e sperimentazione aperta e condivisa. Un mix fecondo, una “contaminazione” tra business e ricerca che genera idee e rafforza la il progetto nel tempo.
Chi ha Creduto in BioArtLab
Un progetto ambizioso ha bisogno di sostenitori e BioArtLab li ha trovati nella Fondazione Compagnia di San Paolo (il principale sostenitore), nella Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e nella Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. I finanziamenti sono arrivati attraverso programmi specifici: “Re:azioni 1” e “Re:azioni 2”, e “Linee guida per le pratiche collaborative e la partecipazione civica attiva” della Fondazione Compagnia San Paolo; “Erogazioni ordinarie” della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino; “Bando Eventi” della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella.
BioArtLab nasce dall’idea di Diego Roveroni (Capsa Verein) e Francesca Conti (ACTA Sensi Contemporanei srl i.s.), e si sviluppa grazie al lavoro di Gabriele Lazzarotto, responsabile del laboratorio. A loro si affiancano Giampiero Bianchi (il “cervello” informatico che gestisce la sensoristica), Andrea Lara Marchitelli (biologa e ricercatrice UniTO), Claudia Mangiapoco (il lato commerciale), Chiara Cortesi (l’amministrazione di ACTA), Manuele Cecconello (la voce e le immagini di ACTA) e Elisabetta Cavagnini (social media manager). Le competenze di ACTA Sensi Contemporanei sono un pilastro fondamentale per lo sviluppo strategico dell’intero progetto.


