Ciò che conta risiede nelle relazioni più che nelle cose, tra noi più che dentro di noi.
BILANCIO SOCIALE
2025
“We live on a blue planet in a vast universe. One ocean connects us all. Water sustains life in all its forms. Water provides us with wonder, food, beauty and resilience. This should instil a sense of care, humility and responsibility in all of us[1]”
Ogni anno la redazione del Bilancio Sociale ci offre l’occasione per tornare su un concetto che da tempo ci accompagna, per verificarne ancora la tenuta nell’agire quotidiano di ACTA. Quest’anno ho scelto di soffermarmi sull’autonomia — parola che è alle origini stesse della nostra storia. Era il 1994 quando, fondando l’Associazione Culturale Turismo e Ambiente, scegliemmo questo concetto come fondamento: non come slogan, ma come bussola per orientare scelte che, da allora, abbiamo continuato a interrogare e a tradurre in pratica.
Autonomia per noi è la capacità di rimanere fedeli a un senso, anche – e soprattutto – quando le condizioni esterne spingerebbero a derogarvi. È in questa accezione che il concetto si è progressivamente articolato, nel corso di oltre trent’anni, in tre dimensioni che si richiamano e si sostengono a vicenda.
La prima è l’autonomia di senso: la possibilità di condividere, tra socie e soci, valori e visione del mondo, e di tradurli poi nello Statuto e nell’azione quotidiana. Quali valori professiamo, con quale atteggiamento ci poniamo di fronte alle cose e alle questioni, qual è la relazione che vogliamo costruire con il mondo. È il primo modo, e il più radicale, con cui affermiamo la nostra autonomia: dichiarare senso, prima ancora di agire.
La seconda è l’autonomia finanziaria: la capacità di definire la propria azione cercando di non dipendere in modo esclusivo da vincoli finanziari che potrebbero frenare, condizionare o snaturare il senso dei progetti che vogliamo realizzare. Non si tratta di un’astrazione: il nostro bilancio 2025 racconta concretamente questa scelta, con un equilibrio tra risorse pubbliche e private che non è casuale, ma è il modo con cui proviamo a non legarci in modo univoco a nessuna delle due fonti, preservando la libertà di scegliere i progetti in cui crediamo.
La terza è l’autonomia economica: la possibilità di decidere in proprio la combinazione tra mezzi e risorse scarse e i fini da realizzare. È forse la dimensione più propriamente imprenditoriale dell’autonomia, quella che ogni giorno chiede a un’impresa sociale come ACTA di tenere insieme sostenibilità e missione. Il modello che da anni adottiamo – la filiera risorse-interventi-effetti-impatti, letta attraverso i tre livelli di efficienza operativa, strategica e sistemica – è lo strumento con cui questa autonomia si esercita concretamente, intervento dopo intervento.
Senso, risorse finanziarie, scelte economiche: tre piani che si tengono insieme, perché senza un senso condiviso non sapremmo cosa proteggere dall’autonomia finanziaria, e senza autonomia finanziaria l’autonomia economica resterebbe parola vuota, in balìa di chi ci finanzia.
C’è poi una conseguenza di questo percorso che vale la pena rendere esplicita. L’autonomia di senso, una volta affermata, non si esaurisce internamente: si traduce anche nella scelta di stabilire con chi, su cosa e come agire. Quando decidiamo di sostenere o promuovere un’azione sociale – spesso offerta a titolo gratuito, come emerge da molte delle attività raccontate in questo bilancio – scegliamo con cura i nostri interlocutori, verificando che vi sia una reale condivisione del metodo e dei riferimenti che ci guidano. L’autonomia di senso per noi vale solo se siamo disposti a custodirla anche nella relazione con chi incontriamo: scegliere con chi lavorare, e con quali garanzie di coerenza, è il modo in cui l’autonomia che abbiamo costruito internamente non si svuota di significato quando incontra il mondo.
È, in fondo, una questione di relazione prima ancora che di regole: il senso che diciamo di voler proteggere non ci appartiene mai del tutto, ma prende forma proprio nello scambio con chi incontriamo – colleghe e colleghi, territori, comunità, istituzioni. Restare fedeli a un senso significa, allora, restare presenti a questo scambio: una condizione che negli ultimi anni stiamo imparando a riconoscere sempre più chiaramente, e su cui torneremo.
1.1 Dal senso alla progettazione: la variabile indipendente
Questa filiera – senso, autonomia finanziaria, autonomia economica – non riguarda soltanto il modo in cui ACTA si pensa come impresa. Si riflette, intervento dopo intervento, anche nel modo in cui progettiamo. Da sempre, quando affianchiamo amministratori pubblici, imprenditori o comunità nella costruzione di un progetto, partiamo dal senso che quel progetto deve possedere: più il senso viene esplicitato, tante più possibilità ha il progetto di essere realmente attuato, e non solo scritto.
Dare priorità a quella che da anni definiamo la “parte stupida” del progetto — la sua struttura – è un errore in cui si cade spesso e che abbiamo imparato a riconoscere. Obiettivi, azioni, tempi, costi. Non che questi elementi non contino: contano molto, ma sono declinazioni esecutive. Da soli non generano nulla se non sono informati da un senso che li precede e li orienta. A nostro avviso la variabile indipendente del sistema progettuale è il senso: è il senso che informa la struttura, e che la rafforza aggiungendovi la dimensione del metodo.
Non è un caso che il metodo delle 3P© che da tempo adottiamo parta proprio dalle Politiche – il luogo in cui il senso viene compreso e tradotto – prima di arrivare ai Processi e infine ai Progetti, che ne sono l’esito e non il punto di partenza. La filiera dell’autonomia che abbiamo qui ricostruito porta con sé lo stesso principio: il senso esplicitato a monte è ciò che rende possibile, e duratura, ogni struttura che vi costruiamo sopra.
C’è un’ultima annotazione che mi preme lasciare, quest’anno più che in altri. È una parola che rischiamo di consegnare logora a chi oggi si affaccia al lavoro e alla cura di un progetto: nel linguaggio comune, autonomia scivola spesso verso la sua caricatura più povera – la libertà di fare come si vuole, senza legami né responsabilità. Non è mai stata questa, per noi, l’autonomia: ne è l’esatto opposto. Vale la pena ripeterlo proprio ora, mentre lavoriamo per aprire ad ACTA nuove energie e nuovi sguardi generazionali: l’autonomia che vogliamo trasmettere non è un privilegio da rivendicare, ma una responsabilità da esercitare, insieme.
Lorenzo Canova, Amministratore Unico di ACTA – Sensi Contemporanei S.r.l. Impresa Sociale
Giugno 2026
[1] cit. di Line Gordon, director, Stockholm Resilience Centre.
2024
La redazione del presente bilancio, anche quest’anno, ha permesso di prendere coscienza e di confrontarci sulla coerenza di principi e criteri presenti nel nostro Statuto e di iniziare a sperimentarne la misurazione. Il Bilancio sociale è un documento che permette di ripercorrere i processi adottati nell’attuare i progetti e le azioni intraprese. È uno sforzo che rivela la sua efficacia anche nella fase di lettura e di confronto tra soci. Rivedere e riflettere sulle cose fatte, sulle relazioni interne ed esterne presenti nei nostri modelli organizzativi e processuali e poterlo fare collettivamente rafforza la consapevolezza sulla necessità di considerare anche nell’agire economico la componente sociale come parte del bilancio complessivo.
Il Bilancio Sociale è un atto collettivo interno che aiuta anche a reimmaginare un nuovo equilibrio nella produzione di valore economico e umano e, più in generale, a ridefinire il nostro posto nel mondo produttivo e non solo.
Da un punto di vista formale, ACTA Sensi Contemporanei s.r.l. (ACTA) è un’impresa sociale che progetta processi, prodotti e servizi innovativi per lo sviluppo locale, le imprese culturali e il turismo sostenibile. Nata alla fine del 2022 dalla trasformazione dell’omonima Associazione attiva dal 1993, ACTA opera nei settori dell’arte, della cultura, del turismo, dello sviluppo locale e della cura dell’ambiente.
Nell’affiancare amministratori pubblici, imprenditori, manager, referenti di enti del terzo settore e cittadini, dapprima come Associazione, ora come impresa, ACTA realizza progetti sperimentali che promuovono un nuovo approccio all’accompagnamento ai processi decisionali e favoriscono lo sviluppo dei territori e dei loro abitanti.
L’impresa nasce per volontà dei suoi soci, al termine di un lungo percorso di collaborazione collettiva, maturato in oltre vent’anni di sperimentazioni condivise, ma anche di gestione e attuazione di processi e interventi legati ad investimenti pubblici che hanno generato, nel tempo, elementi di innovazione e conoscenza applicata. La modalità collaborativa è guidata dall’immaginazione e dalla creatività. Immaginazione intesa sia come stato mentale, sia come elemento fondante l’esistenza umana.
La condivisione dei valori, la visione comune degli obiettivi e le mutue esperienze hanno permesso ai soci di ACTA di sviluppare un metodo di lavoro unico, che vede nella conoscenza delle politiche la bussola che ne orienta l’approccio: dalla genesi ai valori promossi, dal senso veicolato alle dinamiche attuative. Il metodo delle 3P© si articola su:
- Politiche: conoscere e comprendere le politiche e le loro basi teoriche, utilizzare gli strumenti operativi che le politiche forniscono, adattare gli obiettivi strategici europei, nazionali e regionali al contesto locale, e progettare le architetture istituzionali per garantire coerenza tra regole, procedure e processi di attuazione.
- Processi: promuovere e sostenere processi, anche sperimentali, che rispettino gli obiettivi dei soggetti coinvolti, la qualità delle loro relazioni e assicurino la necessaria coerenza con le finalità delle politiche stesse. Questi processi devono incentivare lo sviluppo di nuove capacità e forme di protagonismo locale ed economico.
- Progetti: frutto della conoscenza delle politiche e risultato dei processi in atto, i progetti vengono dapprima immaginati e, successivamente, co-creati e co-progettati con soggetti pubblici e privati.
Politiche, Processi e Progetti vengono integrati dai decimali del π per generare valore:
- Immaginazione: per pensare e dare forma a ciò che ancora non esiste, realizzando il possibile partendo dall’impossibile.
- Creatività: come effetto dell’immaginazione per superare l’ordinario e sfidare i luoghi comuni, per dare nuova forma ed armonia ad azioni concrete e coerenti con le politiche.
- Coraggio: inteso come energia che definisce direzione, movimento e ritmo nonostante i rischi; il coraggio di iniziare, proseguire e perseverare. Il coraggio di affrontare il conflitto e di superarlo con azioni e con atteggiamento responsabile e rispettoso di una critica informata.
Come apparirà in modo chiaro dalle pagine che seguono, ACTA ha cura di:
- promuovere processi di partecipazione e confronto volti a favorire la costruzione di reti;
- co-ideare e progettare iniziative per lo sviluppo delle comunità locali, rurali o dei contesti urbani e/o accrescere il valore ecosistemico dell’ambiente;
- rafforzare la coesione territoriale attraverso la diffusione e la promozione delle politiche pubbliche;
- formare ed affermare forme di cittadinanza attiva.
Negli ultimi 30 anni, ACTA ha affinato tecniche di accompagnamento, co-ideazione e co- progettazione, monitorando processi e progetti in collaborazione con soggetti pubblici e privati. Inoltre, ha sviluppato competenze specifiche nella cooperazione istituzionale e nella creazione di procedure amministrative e metodologie di valutazione degli interventi pubblici.
Il 2024 segna per ACTA l’avvio alla scelta del Cambiamento inteso come trasformazione dei legami, dei significati e delle interazioni che definiscono il nostro agire nella società. In fondo i grandi temi della transizione ecologica e della trasformazione digitale presuppongono azioni di nuovo adattamento e adeguamento rispetto ad abitudini, comportamenti e stili di vita che compromettono una relazione autentica con la Terra, con gli ecosistemi, con i viventi non umani.
Le pagine che seguono iniziano a tracciare l’Umwelt di ACTA, termine coniato dal biologo tedesco Jakob von Uexkuell all’inizio del Novecento, che – nel nostro caso – connota la prospettiva della nostra organizzazione, sia in termini di relazioni e regolazioni interne – vedi il Regolamento – sia di connessioni, di interdipendenze tra noi e gli altri, siano essi imprese, istituzioni o altro tipo di organizzazione. Ricostruire la nostra “Ecologia” è un atteggiamento di studio attivo che aiuta a supportare il cambiamento e a promuovere forme di intelligenza come processo attivo e non solo come capacità mentale.
Come scrivevo già lo scorso anno, La pubblicazione sul nostro sito del Bilancio Sociale rende possibile tutto questo e, consapevoli della nostra fallibilità, ci sottoponiamo volentieri a un dialogo costruttivo per migliorare i nostri processi e animare un dibattito informato e immaginifico.
Lorenzo Canova, Amministratore Unico di ACTA – Sensi Contemporanei S.r.l. Impresa Sociale
Giugno 2025
2023
Il bilancio sociale, al di là dei richiami normativi, peraltro citati e ricostruiti nel presente documento, è un processo di Riconoscimento nel senso di Ri – Conoscimento, di consapevolezza e ripensamento – del nostro posto nel mondo sia come cittadini, sia come impresa. Mi avvalgo della preziosa osservazione di James Bridle, spiegata con eleganza, intelligenza e arricchita da ragionamenti attuali e originali, per chiarire l’atteggiamento che ha accompagnato la stesura del nostro primo Bilancio Sociale. Redigere questo rapporto ci ha permesso di prendere coscienza, ma soprattutto di confrontarci sulla coerenza di principi e criteri presenti nel nostro Statuto. Riconoscimento, quindi, come atto che ci permette di ripensare, rivedere e riflettere sulle cose fatte, sulle relazioni e sulle interdipendenze interne ed esterne presenti e vive nei nostri modelli organizzativi e processuali. Riconoscimento, poi, della relazione sostanziale, simbiotica e simmetrica tra il Bilancio sociale e il Bilancio Patrimoniale.
Riconoscimento e ripensamento nel raccontare l’Umwelt di ACTA, nel riconoscerne le relazioni tra l’immaginazione, le conoscenze e le percezioni che costituiscono il nostro modello interno di fare impresa, che continua a rimodellarsi senza sosta nei processi, nei progetti e nelle pratiche che promuove quando si confronta con le sensibilità del mondo umano e più che umano che incontra.
Il Bilancio Sociale è, in fondo, un atto collettivo interno che ci aiuta a reimmaginare un nuovo equilibrio nella produzione di valore economico e umano e, più in generale, a ridefinire il nostro posto nel mondo produttivo e non solo.
Da un punto di vista formale, ACTA Sensi Contemporanei s.r.l. (ACTA) è un’impresa sociale che progetta processi, servizi e prodotti innovativi per lo sviluppo locale, il patrimonio e le imprese culturali e il turismo sostenibile. Nata alla fine del 2022 dalla trasformazione dell’omonima Associazione attiva dal 1993, ACTA opera nei settori dello sviluppo locale, dell’arte, della cultura, del turismo, e della cura dell’ambiente.
L’impresa nasce per volontà dei suoi soci, al termine di un lungo percorso di comune collaborazione, caratterizzato da oltre vent’anni di sperimentazioni, ma anche di gestione e attuazione di processi e interventi legati ad investimenti pubblici che hanno generato, nel tempo, elementi di innovazione. La modalità collaborativa è guidata dall’immaginazione e dalla creatività. Immaginazione intesa sia come stato mentale, sia come elemento fondante l’esistenza umana[1]. La creatività sviluppa l’immaginazione in una filiera generatrice di processi e azioni, che per la loro realizzazione si avvalgono, da un punto di visto metodologico, dei i 24 principi elaborati, descritti e spiegati da Bruce Mau per disegnare e non subire il Massive Change di cui il nostro tempo ha necessità di orientare e imparare a gestire[2].
La condivisione dei valori, la visione comune degli obiettivi e le mutue esperienze hanno permesso ai soci di ACTA di sviluppare un metodo di lavoro, proprio e unico, che vede nella conoscenza delle politiche la bussola che ne orienta l’approccio: dalla genesi ai valori promossi, dal senso veicolato alle dinamiche attuative.
Negli ultimi 30 anni, ACTA ha affinato tecniche di accompagnamento, co-ideazione e co-progettazione, monitorando processi e progetti in collaborazione con soggetti pubblici e privati. Inoltre, ha sviluppato competenze specifiche nella cooperazione istituzionale e nella creazione di procedure amministrative e metodologie di valutazione degli interventi pubblici.
Le pagine che seguono costituiscono un utile strumento su cui tornare nel corso dell’anno per riflettere sulla realizzabilità delle nostre strategie, sul loro grado di efficienza rispetto ai costi sia economici, sia ambientali, sull’effettiva efficacia rispetto ai risultati conseguiti, sul grado di condivisibilità, di gradimento e di auspicabilità delle pratiche utilizzate. Del resto, una pratica è buona quando è trasparente nel senso, ma anche nel modo in cui rende conto di sé e si sottopone a verifica. La pubblicazione sul nostro sito del Bilancio Sociale rende possibile tutto questo e, consapevoli della nostra fallibilità, ci sottoponiamo volentieri a un dialogo costruttivo per migliorare i nostri processi e animare un dibattito informato e immaginifico.
Lorenzo Canova, Amministratore Unico di ACTA – Sensi Contemporanei S.r.l. Impresa Sociale
Giugno 2024
[1] Cit. di William Butler Yeats, Blake e l’immaginazione, Mimesis, 2015
[2] Bruce Mau, Bruce Mau’s 24 principles for designing Massive Change in your life and work, Phaidon Press Limited, 2020
CONTRIBUTI
In ottemperanza agli obblighi di legge ACTA pubblica i contributi ricevuti dalle Pubbliche Amministrazioni.