(Foto di copertina: Copyright Franco Micheli e Davide Sapienza, La via del Silter, camminare nello spazio, respirare nel tempo)
Le Nazioni Unite hanno proclamato il 2026 Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori – International Year of Rangelands and Pastoralists (IYRP) – affidandone il coordinamento globale alla FAO. La scelta riconosce ai pascoli e ai sistemi pastorali un ruolo strategico per la tutela della biodiversità, la sicurezza alimentare, la gestione del carbonio nei suoli e la cura di paesaggi che oggi, per circa la metà delle superfici interessate, risultano degradati.
È in questo orizzonte che si colloca il progetto “I Monti del Fiurìt – dare valore all’Area Vasta Valgrigna a sud dell’Adamello”, promosso da Legambiente Lombardia con il Bio-distretto Valle Camonica ETS e il Comune di Gianico, nell’ambito del bando “Montagne in Transizione” di Fondazione Cariplo. Le politiche europee per la transizione ecologica delle aree rurali e di montagna, dalla Politica Agricola Comune alla Strategia UE Biodiversità 2030, fino ai protocolli della Convenzione delle Alpi, offrono un quadro coerente con la proclamazione delle Nazioni Unite e con gli obiettivi del progetto.
Il territorio e il progetto
L’Area Vasta Valgrigna si estende lungo la dorsale prealpina tra Montecampione e il Crocedomini-Maniva, in parte inclusa nella Zona di Protezione Speciale della Rete Natura 2000 e nella Riserva della Biosfera Valle Camonica – Alto Sebino. È un sistema di media montagna dove foreste, pascoli, alpeggi attivi e produzioni casearie a latte crudo (il Silter DOP, il Bré delle malghe di Breno, il Bagòss del confinante comune di Bagolino) compongono un patrimonio diffuso che può diventare leva di futuro per le comunità locali.
È anche un territorio che si confronta con effetti molto concreti del cambiamento climatico: riduzione della copertura nevosa alle quote medie, fragilità di alcuni modelli turistici tradizionali, difficoltà di mantenere vive le attività agro-pastorali.
Il progetto, di durata diciotto mesi (febbraio 2026 – luglio 2027), nasce per accompagnare il territorio in una transizione ecologica, sociale ed economica, costruendo un’economia di montagna complementare a quella legata alla neve. Si articola in un percorso di co-progettazione con enti pubblici, allevatori, operatori economici e associazioni, che porterà alla definizione di un Piano d’Azione condiviso affiancato da attività di formazione, valorizzazione delle risorse locali e comunicazione. Il nome stesso – il fiurìt, prodotto freschissimo della tradizione casearia alpina – sceglie di mettere al centro un modo di abitare la montagna fatto di prossimità, cura, stagionalità e rispetto delle risorse.
Il contributo di ACTA
ACTA – Sensi Contemporanei accompagna il percorso a fianco di Legambiente Lombardia e dei partner di progetto. Il nostro contributo si fonda sul metodo — Politiche, Processi, Progetti:
- Ci muoviamo in coerenza con le strategie internazionali ed europee richiamate sopra, e con il quadro nazionale e regionale che insiste sull’area — dall’Accordo di Programma per la Foresta Regionale Valgrigna all’Agenda regionale del Controesodo (SNAI).
- Sosteniamo la costruzione di relazioni tra attori diversi del territorio, favorendo modalità di confronto che mettano in dialogo enti pubblici, mondo agro-pastorale, filiera turistica, associazionismo culturale e cittadinanza.
- Contribuiremo alla definizione del Piano d’Azione, traducendo la visione condivisa in azioni concrete, coerenti con le politiche di riferimento e capaci di attrarre risorse addizionali.
A seguito dell’avvio del progetto, nell’aprile 2026, ACTA ha avviato un primo lavoro di ascolto e osservazione partecipata del territorio. In questa fase iniziale, l’attenzione si è concentrata prioritariamente sulla ricostruzione del quadro delle politiche, dei programmi e dei progetti che stanno investendo l’Area Vasta Valgrigna – dalle strategie regionali alle iniziative già attive sul territorio – e sulla comprensione delle relazioni, delle responsabilità e delle forme di collaborazione già esistenti tra i diversi soggetti coinvolti. Parallelamente, è stato avviato un primo lavoro di lettura delle filiere territoriali, con particolare riferimento al sistema agro-pastorale e caseario, ricostruendo le connessioni che legano pascoli, alpeggi, allevamento, produzioni a latte crudo e gestione delle risorse naturali. L’obiettivo non è soltanto censire risorse e progetti, ma comprendere le intenzioni, i significati e le pratiche che sostengono il territorio e che, nel tempo, hanno contribuito a costruirne l’identità e le modalità di gestione. Il processo di dialogo si sta sviluppando progressivamente, partendo dai soggetti aggregatori e istituzionali del territorio e proseguirà, nel corso dell’autunno, con incontri dedicati agli operatori economici, turistici, culturali e del settore agro-silvo-pastorale. In questa prospettiva, il Piano d’Azione rappresenta il punto di arrivo di un processo collettivo di conoscenza e costruzione di senso, orientato a individuare direzioni di lavoro condivise per il futuro della Val Grigna e fondato sull’assunto che la transizione delle aree montane non possa essere affidata a singoli interventi, ma debba nascere dalla capacità di leggere e ricomporre le relazioni tra politiche, processi e progetti
Il progetto “I Monti del Fiurìt” è sostenuto dal bando “Montagne in Transizione” della Fondazione Cariplo. Capofila: Legambiente Lombardia. Partner: Bio-distretto Valle Camonica ETS, Comune di Gianico. Sostenuto da: Circolo Legambiente Valle Camonica, Comuni di Breno, Darfo Boario Terme, Berzo Inferiore, Azienda Agricola La Casera, Consorzio SILTER. Durata: febbraio 2026 – luglio 2027.
Rassegna stampa:
- L’articolo di Radio Voce Camuna della conferenza stampa di avvio del progetto è disponibile a questo link.
- L’articolo di Qui Brescia, di conferenza stampa a questo link.